Contemporary Locus 16 | VOCI |
Lara Almarcegui, Elena Bellantoni, Francesca Grilli

Contemporary Locus 16 | VOCI | Lara Almarcegui, Elena Bellantoni, Francesca Grilli
 

a cura di Paola Tognon
 

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L’associazione Contemporary Locus, in collaborazione con Teatro tascabile di Bergamo e con HG80 impresa sociale, apre al pubblico il progetto espositivo Contemporary Locus 16 | VOCI | Lara Almarcegui, Elena Bellantoni, Francesca Grilli che impegna gli spazi del Monastero del Carmine a Bergamo nei mesi di maggio e giugno 2024.

PROGRAMMA 25 e 26 MAGGIO  (sabato e domenica)
OPENING: sabato 25 maggio 2024 ore 19 - 20,30
ingresso libero

RECORD performance di Francesca Grilli
(in prima italiana 4 repliche della  performance)
Sabato 25 maggio: prima replica h 18,30 - 19 | seconda replica ore 20,30 - 21
Domenica 26 maggio: prima replica ore 17,30 - 18,00 | seconda replica ore 20 - 20.30

TALK con le artiste Lara Almarcegui, Elena Bellantoni, Francesca Grilli del progetto Contemporary Locus 16 | VOCI |
Domenica 26 maggio ore 18,00 - 19,30
ingresso libero, Monastero del Carmine

Visite guidate tutte le domeniche h 10,30

Laboratori per l’infanzia a cura di Elena Benicchio di Contemporary Locus


Il progetto Contemporary Locus 16 | VOCI | Lara Almarcegui, Elena Bellantoni, Francesca Grilli è accompagnato da strumenti di facilitazione e inclusione elaborati e proposti grazie ad un apposito progetto elaborato con i partner HG80 e TTB

L’accesso agli spazi del Monastero del Carmine, alle aree impegnate dal progetto espositivo così come alle opere,  sono accompagnati da un sistema di segnalazioni funzionali alle opportunità di fruizione

 

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La voce abita i nostri corpi. Le voci abitano gli spazi e i paesaggi. Le vicende quotidiane e quelle collettive. Emergono da immagini e ricordi e provocano emozioni. Possono essere risonanti o flebili, ascoltate o inascoltate.
Il Monastero del Carmine ha molte voci che nascono dalla condizione stessa dei suoi spazi, dalla pietra arenaria consumata, dai residui di colore, dal cotto sotto i nostri piedi, dal cemento di rappezzo. A queste si sono sommate le voci del Teatro Tascabile, che lo abita dal 1995. Non tanto le voci di scena e del pubblico, quanto quelle del gruppo quando lavora a porte chiuse. Sono nuove voci che lo abitano e si prendono cura dei suoi spazi. VOCI, progetto espositivo, nasce proprio per questo luogo, all’interno di un più vasto progetto per la sua rigenerazione in chiave culturale dal titolo Acciaio e Cotone. Pensare alle voci contrapposte dei due materiali ci spinge a riflettere su un’epoca sovrabbondante di immagini ma povera di voci. E povera di voci ascoltate. VOCI prende l’abbrivio da qui, grazie al lavoro di un team allargato e alle artiste Lara Almarcegui, Elena Bellantoni e Francesca Grilli. È un progetto ruvido nel suo inconsapevole bisogno di opporsi alla necessità dello stupore e alla sovrabbondanza di immagini catturabili dai nostri smartphone. Asciutto, per lasciare voce agli spazi nella loro condizione di parziale dismissione, preservati da riqualificazioni basate sull’interesse economico. Invitate ad abitare questo luogo, le artiste hanno messo in campo pratiche e modalità assai differenti, dando corpo a temi di attualità stringente e affilata. Ambiente, sopravvivenza, socialità…

Lara Almarcegui, il cui lavoro concettuale verte sulla materia e sul rapporto tra architettura e territorio, si concentra sullo sfruttamento del sottosuolo per svelare l’ambivalenza di un complesso sistema di appropriazione e trasformazione ambientale. La voce che ne deriva è solo in apparenza silente giunge dal profondo della terra, dalla ricerca sulle rocce magmatiche come la Riolite. Il progetto presenta il documento di autorizzazione per l'esplorazione scientifica ottenuto dall'artista seguendo le normative minerarie e grazie alla collaborazione del geologo Mirko Demozzi. Nel suo progetto site specific, accanto al documento, tre  fotografie realizzate dall'artista durante le esplorazioni sulla catena montuosa del Lagorai. La ricerca di Lara Almarcegui verte nello specifico sulla Riolite (roccia comunemente conosciuta come Porfido) estratta nelle aree dolomitiche, tale materia è anche quella con cui è realizzata via Colleoni, la strada che conduce al Monastero del Carmine.

Elena Bellantoni si concentra sul pane e sul canto corale. Il suo lavoro si accende intorno a noi tra voci, pause, immagini di donne, di luoghi, dismessi, di utopie passate e presenti. Un’opera che accoglie la contingenza singolare all’interno di un’esperienza collettiva e, travalicando ma non dimenticando la storia, mescola nuovamente le nostre voci cantando Bread and Roses e indossando scarpe All Star. L'installazione a 4 canali è il risultato di oltre un anno di lavoro che Bellantoni ha sviluppato in Serbia, Grecia, Turchia e Italia. Paesi scelti dall’artista per delineare un Mediterraneo periferico nel quale il titolo del progetto, ON THE BREADLINE trova continua attualità.

Francesca Grilli mette in azione un canto corale nella performance RECORD. Il suo testo parla di giovani che faticano a lanciarsi nella vita, che sentono il peso di aspettative irraggiungibili, che scelgono di rimanere tra le mura domestiche. Parla dell’isolamento sociale come assenza di contatto, ma anche forma di insubordinazione a una società centralizzata. In RECORD ascoltiamo le voci della ribellione, spesso ripiegata, dell’adolescenza. Nelle mani inchiostrate di HAND osserviamo quelle di una comunità.

 

Il progetto rappresenta il desiderio di sommare voci straniere a quelle che oggi abitano questo monastero. Voci che, insieme a tutte quelle che vi saranno accolte, possono ri-generare l’esistenza di questo luogo, ben oltre la sua resistenza al tempo. Alle persone che desiderano visitare questo progetto e questi spazi si chiede qualcosa di molto prezioso: del tempo e della pazienza. Si consiglia di ascoltare o leggere le schede che accompagnano le opere e partecipare al loro svelamento. Si chiede di camminare con cautela sui pavimenti dissestati e di uscire dal monastero ascoltando i propri passi. Chi attraversa Bergamo sa infatti cosa significa camminare sulla “Corsarola” quando, terminate le attività e i flussi, si sente solo il nostro calpestio sul porfido a spina di pesce che solca la città medievale.
 

 

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Lara Almarcegui (Spagna, 1972, vive e lavora a Rotterdam) ha costruito la sua pratica artistica esplorando gli aspetti materiali della terra e lo spazio urbano. Per oltre vent’anni ha lavorato in diverse geografie e città, individuando luoghi abbandonati, siti inutilizzati o dimenticati esaminando i processi di trasformazione contemporanei guidati dai cambiamenti sociali, politici ed economici. Negli ultimi anni Almarcegui ha rivolto la sua attenzione sui processi costruttivi e i cantieri, in particolare sui materiali compositi utilizzati nella costruzione di nuovi edifici e sul rapporto tra architettura e territorio anche a partire da una disamina del suo sfruttamento (come quello delle cave e delle miniere). Lara Almarcegui ha partecipato a mostre e progetti in importanti istituzioni, è stata chiamata in numerose biennali internazionali e ha rappresentato la Spagna alla 55ª Biennale d’Arte di Venezia.

Elena Bellantoni (Italia, 1975, vive e lavora a Roma), laureata in Storia dell’arte, ha proseguito gli studi a Parigi e Londra, dove ottiene un MA in Visual Arts alla London University of Arts. È docente all’Accademia di Belle Arti L’Aquila e alla NABA di Roma. La sua ricerca si concentra sui concetti di identità ed alterità utilizzando il corpo come mezzo di interazione. Nel 2023 ha inaugurato la sfilata di Dior SS 2024 con il progetto video NOT HER, trasformando i Giardini delle Tuileries di Parigi in un’installazione immersiva. Nel 2018, con il progetto ON THE BREADLINE, vince la IV edizione dell’Italian Council e nel 2019, con un focus sul suo lavoro, ne presenta il libro al MAXXI di Roma. Nel 2018 Ho annegato il Mare è selezionato nei Collaterali di Manifesta12 a Palermo. Tra i premi: 2021 premio ArtTeam Cup, 2018 premio Nctm e l’Arte Studio Legale. Tra le mostre: Il video rende felici a cura di Valentina Valentini, Palazzo delle Esposizioni, Roma; 2022, You got to burn to shine a cura di Teresa Macrì, La Galleria Nazionale Roma 2019. Il lavoro di Bellantoni è presente in collezioni pubbliche e private: La collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri, Istituto Centrale per la Grafica, Fondazione Filiberto Menna e la collezione Fondazione Pietro ed Alberto Rossini. I suoi lavori video sono presenti nell’Italian Area Contemporary Archive a cura di Viafarini a Milano. Tra le monografie: Parole Passeggere: la pratica artistica come semantica dell’esistenza, Castelvecchi 2023; Elena Bellantoni. On the Breadline, Quodlibet 2019; Elena Bellantoni una partita invisibile con il pubblico, Postmedia Books, 2018.

Francesca Grilli (Italia, 1978, vive e lavora tra l’Italia e Bruxelles) è un’artista visiva che utilizza un linguaggio multidisciplinare incentrato sulle pratiche performative, installazioni e video con progetti pluriennali. Gran parte delle sue opere indagano, spesso attraverso il suono e in particolare la voce, l’ambito del tempo e delle generazioni da diverse prospettive, ciascuna delle quali si avvicina al senso profondo, poetico e politico della vita. In questa dimensione l’osservazione dell’altro da sé e dei rapporti tra diverse generazioni si connettono a tematiche sociali che emergono attraverso il canto corale, la composizione articolata delle voci e la presenza fisica dei performer, a loro volta testimoni e autori di una ricerca condivisa. Progetti e opere di Francesca Grilli sono state esposte in numerose sedi internazionali come Palais De Tokyo, Parigi; Serralves Foundation, Porto; Netwerk, Aalst; Van Abbemuseum, Eindhoven; MAXXI, Roma; MADRE, Napoli; Mambo, Bologna; Serpentine Gallery, Londra. È artista invitata nel Padiglione Italia alla 55ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e a Manifesta7 Bolzano, con il progetto Sparks ha vinto il IX bando Italian Council, l’opera (performance e installazione) è stata acquisita nella Collezione della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

 

Il Comune di Bergamo sostiene Contemporary Locus

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