Contemporary Locus 17

Contemporary Locus 17 
Antonello Ghezzi, Daniel González
La città nella città
a cura di Paola Tognon


Cimitero Monumentale di Bergamo
29 ottobre – 30 novembre 2025

Piazzale del cimitero 21, Bergamo

OPENING
martedì 28 ottobre, h 18.20 
Piazzale del cimitero 


 

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Contemporary Locus 17, Cimitero Monumentale di Bergamo. Ph M. Albergati



Il Cimitero Monumentale di Bergamo
Scheda a cura di Valentina Raimondo


La storia dei cimiteri a Bergamo ha origine nel 1810 in seguito all’emanazione dell’editto napoleonico di Saint-Cloud il 12 giugno 1804. Per ottemperare alle nuove richieste la città si dota di quattro diversi cimiteri dislocati in differenti aree: il cimitero di Santa Lucia fuori da Porta Broseta, quello di San Giorgio in Malpensata, quello di San Maurizio non lontano da Borgo Santa Caterina e Borgo Palazzo e quello di Valtesse che serviva in parte Città Alta e in parte il comune di Valtesse. Nonostante la presenza di questi campisanti l’aumento demografico di Bergamo alla fine dell’Ottocento determina la necessità di aprire un nuovo dibattito sulla questione cimiteriale: gli spazi sono infatti ormai insufficienti per soddisfare le richieste cittadine. 
Dopo diversi anni di studio della questione si sceglie di realizzare un unico grande cimitero e, per la qualità del terreno e la sua collocazione, si propone che venga edificato proprio nell’area del camposanto di San Maurizio che sarà inglobato nella nuova struttura e destinato inizialmente alle sepolture dei bambini.

Il 17 novembre 1896 è indetto un concorso di doppio grado per un progetto di Cimitero unico. La Commissione giudicatrice, composta da Elia Fornoni, Gaetano Moretti, Camillo Boito, Giacomo Frizzoni e Luigi Albani, si trova nell’arduo compito di dover scegliere tra 47 elaborati presentati. Nella prima fase ne vengono selezionati sei tra i quali al primo posto è selezionato il progetto dell’architetto milanese Ernesto Pirovano che risulterà anche il vincitore del concorso di secondo grado.

 

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Cimitero Monumentale di Bergamo.  Foto storica


I lavori iniziano nel 1900 e il Cimitero è inaugurato il 25 maggio 1904 nonostante la struttura non sia ancora completa. A causa di una serie di ritardi, infatti, i lavori procedono a rilento soprattutto per l’edificazione della facciata principale, inoltre nel 1905 devono interrompersi a causa dei mancati finanziamenti: riprenderanno solo nel 1910 per concludersi definitivamente nel 1913.
Nel 1916 il Comune inizia a valutare la possibilità di erigere presso il Cimitero un Mausoleo che ricordi i caduti in guerra. Nel 1918 è contattato Ernesto Pirovano affinché realizzi un disegno per il nuovo edificio, ma il progetto da lui realizzato sarà più volte modificato nel tentativo di contenere i costi. L’edificio sarà realizzato infine nel 1937. Al 1962 risale invece la costruzione della chiesa, il Tempio di Ognissanti, su progetto dell’architetto Piero Milanesi e con mosaici di Trento Longaretti e sculture di Piero Brolis.In precedenza la Chiesa era stata accolta all’interno del famedio, collocato nell’edificio centrale della facciata del Cimitero. L’ambiente era originariamente decorato dagli affreschi di Ponziano Loverini. All’esterno il famedio è ancora oggi impreziosito da un imponente decorazione scultorea, opera di Ernesto Bazzaro, che rappresenta il concetto della vita cristiana che trova la redenzione dopo la morte nella vita eterna. Il famedio è il luogo di sepoltura e ricordo delle personalità che hanno reso omaggio, attraverso la loro opera, alla città di Bergamo tra i quali il direttore d’orchestra e compositore Gianandrea Gavazzeni, i compositori Antonio Cagnoni e Alessandro Nini, il letterato Ciro Caversazzi.

 

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Gli artisti di Contemporary Locus 17
 

Antonello Ghezzi, duo di artisti fondato nel 2009 da Nadia Antonello (Cittadella, 1985) e Paolo Ghezzi (Bologna, 1980). La loro ricerca, incentrata sul desiderio e sulla speranza, prende forma in azioni e pratiche che si propongono con la stessa immediatezza delle favole: una porta che si apre solo se sorridi, bolle di sapone capaci di abbattere muri, cieli stellati del futuro, scale, nuvole e semafori blu che “invitano a ragionare con l’immaginazione”. Nel 2022 il duo vince il Piano per l’Arte Contemporanea del Ministero della Cultura; nel 2023, il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia dedica loro la mostra Terra Cielo Iperuranio. Le opere e le installazioni di Antonello Ghezzi fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e all’estero, e – insieme alle loro performance – sono presentate in istituzioni come il MudaC di Carrara, il Museo Plaza Cielo Tierra di Córdoba (Argentina), gli Istituti Italiani di Cultura di Santiago del Cile e di Madrid, l’Ambasciata Italiana ad Atene, la WhiteSpaceBlackBox di Neuchâtel, la Kunsthall di Bergen, Beit a Beirut, Wayfarers a Brooklyn (New York), il Parlamento Europeo di Bruxelles. Tra le mostre più recenti La casa della Via Lattea, al Visual Art Forum di Ramallah, Palestrina.

Daniel González (Buenos Aires, 1963, vive e lavora tra New York e Verona). La sua ricerca si incentra sul rito della celebrazione evidenziando come, nel celebrare un evento, si crei un fenomeno complesso che sfida l’ordine sociale e la funzionalità produttiva. La sua pratica si declina in architetture effimere realizzate con materiali leggeri che, ispirandosi alle scenografie barocche, trasformano temporaneamente gli spazi urbani in mondi pieni di energia e spazi di libertà dove le convenzioni esistenti collassano. Daniel Gonzalez crea nel 2007 Chili Moon Town Tour, città galleggiante a Città del Messico, e Homeless Rocket with Chandeliers, gru di 35 metri vestita di luci a Milano. Prosegue con Pop-Up Building a Rotterdam nel 2010 e Pop-Up Museo Disco Club presso Museo El Barrio a New York nel 2011. A Verona nel 2013 installa Romeo’s Balcony, speculare a quello di Giulietta, mentre con Paper Building nel 2016 ricopre l’ex fabbrica di cioccolato Cima Norma in Svizzera. Nel 2017 riceve la Pollock-Krasner Foundation Grant, nel 2018 realizza Mi Casa Tu Casa per Manifesta12 a Palermo e “#WhatsUpArgentina MiCasaTuCasa” al MAR Museo di Mar del Plata, e nel 2019 rappresenta Haiti alla XXII Triennale di Milano. Daniel González partecipa a mostre e progetti in importanti istituzioni e in numerose biennali e manifestazioni internazionali.

 

 

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