

Progetto Tabiòt, Paesaggi Prossimi, Parco del Dordo - Bonate Sopra | ph. Filippo Gelfi
IL CONSIGLIO DELL'ARTE - I Laboratori dell'arte
CHIARA GAMBIRASIO | Parco del Dordo
A palpebre umide
In collaborazione con Paesaggi Prossimi - progetto Tabiòt
DATA | 5 ottobre 2026
DURATA | 10:00 - 12:00
LUOGO | Parco del Dordo, Via Dordo, Bonate Sopra
Il Tabiòt, installazione temporanea e centro di attività nel Parco del Dordo di Bonate Sopra, è uno spazio creato dal collettivo Paesaggi Prossimi che indaga le trasformazioni urbane e antropiche dell’Isola Bergamasca aprendo una riflessione sui paesaggi ordinari spesso percepiti come anonimi
Nel Tabiòt si sviluppa il laboratorio A palpebre umide di Chiara Gambirasio pensato per gli ospiti del Centro Diurno Integrato "Ines Mangili" di Bonate Sopra
Il colore è la lingua comune. Paesaggi, case, piante, animali, abiti: tutto viene riletto attraverso la rete cromatica che si crea tra il sé, il gruppo e l'intorno. Poi le scarpe si sfilano, i piedi toccano la terra umida e gli occhi si chiudono… Un viaggio percettivo guidato dalla voce conduce dall'esterno verso l’interno. Quando si riaprono gli occhi e si tornano a calzare le scarpe, resta da condividere a parole la nuova forma che la rete di colori ha preso... Un laboratorio che chiede di abbassare lo sguardo sul terreno e di alzarlo sul paesaggio, per scoprire quante trame un parco naturale custodisce.


Chiara Gambirasio (1996, Bergamo, vive e lavora a Mapello) si è formata in pittura e scultura all’Accademia di Belle Arti di Brera, sviluppando una pratica nomade tra diversi contesti europei. Dal 2021 ha realizzato opere pubbliche e interventi in ambienti naturali per diverse località italiane e ha partecipato a residenze d’artista in Europa. Tra le mostre personali: Museo Novecento, Firenze; GAMeC Bergamo. Tra le mostra collettive: MMSU, Rijeka; Museo di Villa Croce, Genova; Manifattura Tabacchi, Firenze; Casa Testori, Milano. Conduce workshop e seminari in Italia, Croazia e Islanda con esperti di danza, psicologia, meteorologia, geologia e astrofisica.
La mia pratica viene definita “Kenoscromìa”, ossia vibrazione cromatica nel/del vuoto, e indaga le potenzialità della variazione del colore nello spazio-tempo in relazione alla percezione del soggetto osservante.


Paesaggi Prossimi è una ricerca sperimentale che raccoglie pensieri e visioni sul futuro dei paesaggi in cui viviamo. L’obiettivo è rafforzare l’identità e il senso
di appartenenza delle comunità al proprio patrimonio paesaggistico, affinché ne riconoscano il valore e operino attivamente per la sua tutela.
Il termine “prossimi” rimanda alla vicinanza tra le nostre abitazioni e i paesaggi che le circondano. Spesso questi luoghi del quotidiano non godono di grande qualità e attrattività. Sono paesaggi ordinari, secondari, marginali, appartenenti ad un’Italia minore, meno iconica, ma che conserva comunque, anche se più difficilmente decifrabili, segni naturali, storici e identitari. Il termine “prossimi” evoca anche il concetto di un futuro vicino. L’indagine sul tema del paesaggio di prossimità è qui coniugata all’interno di uno specifico ambito territoriale dell’Isola Bergamasca, piccola porzione dell’alta pianura padana prossima al capoluogo orobico.
Il collettivo organizza iniziative locali: tra cui allestimenti, mostre fotografiche, eventi divulgativi, passeggiate e laboratori itineranti, con lo scopo di restituire uno sguardo critico sui paesaggi di provincia. L’iniziativa più recente è il progetto Tabiòt a Bonate Sopra: un'installazione effimera e nomade tra paesaggio agricolo ed urbano. Una struttura temporanea concepita come luogo di sosta, incontro e contemplazione, che invita a osservare il paesaggio con uno sguardo nuovo.
Il termine " Tabiòt", nel dialetto bergamasco, indica una piccola costruzione realizzata con materiali di recupero: il ricovero nei campi a servizio dell'agricoltore; da elemento funzionale della tradizione contadina, il Tabiòt è stato reinterpretato come un'architettura capace di creare uno spazio di relazione tra la comunità e il paesaggio. Durante il periodo di permanenza, la struttura ospita incontri e attività aperte alla comunità, per favorire l’aggregazione e portare il tema del paesaggio al centro del dibattito comune.
Ci piace pensare che in un futuro prossimo una nuova idea di paesaggio possa nascere dalle persone che lo vivono.